Fino a quando dura l'obbligo di mantenimento del figlio?

19 novembre 2021

Sulla scorta di molte sentenze e di un mutato contesto economico e lavorativo, l'obbligo di mantenimento del figlio è stato meglio chiarito e rivisto contemperandolo con le esigenze del coniuge. L'analisi dello Studio Marinari.

Fino a quando bisogna assicurare una vita dignitosa ai figli? Il mantenimento del figlio nato da un matrimonio poi scioltosi (ugualmente in caso di convivenza, ex legge 219/2012) è tema spinoso. In primis perché la definizione della consistenza dell'assegno può essere oggetto di aspra controversia tra le due parti, con il giudice chiamato a trovare un punto di caduta tra le esigenze in conflitto: quella del figlio che dev'essere tutelato e a cui dev'essere garantito un percorso di vita il più lineare possibile, permettendogli di superare i contraccolpi della rottura del matrimonio, quella dell'ex coniuge che deve rinunciare a una parte più o meno consistente delle mensilità – pensiamo al caso di un professionista che non ha entrate regolari o a chi perde il lavoro – con ricadute potenziali sulla sua qualità della vita.

Tutta la giurisprudenza del diritto di famiglia, soprattutto gli ultimi anni, visto il perdurare di un quadro economico generale incerto ma anche sulla scorta di diversi casi in cui i figli non sfruttavano a sufficienza le proprie capacità per rendersi autonomi, si è evoluta. L'obbligo di mantenimento perdura, infatti, come ribadito da sentenza della Corte di Cassazione n.8227 del 2009 fino all'effettiva stabilizzazione lavorativa del figlio, mentre, più di recente la Suprema Corte ha rimarcato il principio di auto-responsabilità, come spiegato in un precedente contributo dello Studio Marinari.

Questo apre uno spiraglio per l'ex coniuge che non vuole più mantenere un figlio che non abbia alcuna voglia di lavorare ma anche a nuovi problemi. Mentre la legge è lenta e gli orientamenti della stessa lungamente meditati, l'economia è dinamica e il mercato del lavoro cambia. Negli ultimi decenni quest'ultimo si è ancor di più frammentato e la stabilità lavorativa è veramente lontana per tutti. Ad ogni modo, per tutelare anche il genitore, la normativa pone il limite dei 34 anni come termine formale dell'obbligo di mantenimento: un'età in cui si presuppone il figlio abbia avuto modo di completare un percorso formativo e/o di avviamento professionale o comunque abbia preso piena consapevolezza dei propri bisogni e debba provvedervi autonomamente.

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