Breve cronistoria della decretazione d'urgenza (parte 2)

11 febbraio 2021

Capire il nostro tempo non può prescindere dalla conoscenza del passato. Per capire l'attualità, lo Studio Marinari sta conducendo un'analisi della decretazione d'urgenza in Italia.

Dobbiamo considerare inoltre che, al di là degli spesso citati e da noi diffusamente analizzati DPCM, i decreti-legge, diventati correnti nella gestione ordinaria dello stato sono strumenti aleatori e caduchi. Il loro essere in sovrannumero e il loro essere vincolati alla conversione in Parlamento produce un'incertezza perdurante sul diritto. Dopo aver affrontato l'andamento della decretazione d'urgenza dagli albori della Stato Unitario alla fine della Prima Guerra Mondiale oggi trattiamo del loro uso in una forma particolare di stato come durante il Ventennio.

L'avvento del regime

Il passaggio dall'Italia liberale al Fascismo fu molto più graduale di quanto non si sia abituati a pensare. In primis perché Mussolini ebbe sostegno dalla Monarchia – abbiamo citato nell'ultimo intervento del nostro Studio la mancata attivazione dello stato d'assedio per la città di Roma, provvedimento pur utilizzato spesso negli anni precedenti – ma anche di consistenti porzioni in seno ai partiti, a cominciare dai liberali stessi, sfruttando inoltre la favorevole condizione esterna della scissione in seno al PSI. Uno dei punti di contatto tra lo stato liberale e quello fascista fu appunto la decretazione d'urgenza.

La presa del potere avvenne sì con la Marcia su Roma ma l'edificazione dello stato fascista è stata un'opera complessa per Mussolini. Un momento sul quale è interessante soffermarsi è il 26 maggio del 1925. In quella relazione, il giurista e Ministro di Grazia e Giustizia Alfredo Rocco illustrava dettagliatamente la facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche. Rocco, figlio di una eminente famiglia di giuristi, ricostruisce la presenza della decretazione d’urgenza pur non codificata. Come sottolineato anche da Vassalli, Rocco sottolinea che il numero è cresciuto con il tempo abbracciando sempre più ambiti senza l’opposizione del Parlamento.

Proprio per quanto richiamato sopra il disegno di legge che Rocco presenta e che inaugura sostanzialmente lo stato fascista "non fa, in sostanza, che codificare l'insegnamento della prevalente dottrina e della giurisprudenza, facendo tesoro dei principi consacrati nel disegno di legge approvato dal Senato del Regno, che in gran parte accoglie e fa propri".

A seguire verrà emanata la legge numero 100 del 31 gennaio del 1926, che all'articolo 1 stabiliva che con reale decreto si poteva provvedere non solo all'esecuzione delle leggi, ma anche all'uso delle facoltà spettanti al potere esecutivo, oltre che all'organizzazione interna. Un passo decisivo verso il regime autoritario che poi evolverà in totalitarismo ma che parte da quella già richiamata indefinitezza nello Statuto Albertino e nel sostanziale sopore delle forze parlamentari.

Sul tema abbiamo scritto anche

  1. https://www.avvocatomarinarifirenze.com/breve-cronistoria-della-decretazione-d-urgenza-parte-1/news/40/2021/2/5 
  2. https://www.avvocatomarinarifirenze.com/breve-cronistoria-della-decretazione-d-urgenza-parte-3/news/42/2021/2/18 
  3. https://www.avvocatomarinarifirenze.com/dpcm-e-stato-d-emergenza-dubbi-di-costituzionalita/news/38/2021/1/22 

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